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Tempo bello: sentori di primavera ...

Tempo bello: sentori di primavera ...

Il pranzo ...

... al morto

Questo fatterello me lo ha raccontato mia madre, alla quale era stato raccontato da sua madre, ma si dice che sia veramente accaduto nel nostro paese.

Una donna rimase sola dopo l'improvvisa scomparsa di suo marito: lui 45, lei 40 anni.

Mia madre diceva che questa signora, dopo la morte di suo marito, non si dava pace, correva senza capo e senza filo da un capo all'altro del paese e stava diventando ...

Il pranzo al morto?

... quasi pazza. Il medico del paese, Don Vincenzo A., quasi si cominciava a preoccupare per lo strano comportamento della donna.

Un giorno la donna, a seguito delle tante insistenze dei parenti, decise di farsi visitare dal dottore, per vedere se potesse avere una cura che servisse a calmarla un poco.

Durante la visita la signora confidò al dottore il fatto che ogni notte sognava il marito il quale si lamentava e aveva sempre tanta fame.

Il dottore, Don Vincenzo, per scherzo disse alla signora:

- Beh! Se è cosi, quando cucini, fa un piatto pure per il defunto e glielo porti al cimitero!

Ma è ovvio che siamo nel ragionamento: il dottore scherzava, solo per tirar su il morale della povera donna disse così.

Alla fine della visita, il dottore le ordinò comunque una cura per farla riposare meglio prescrivendole alcune medicine.

La donna, mezza soddisfatta e mezza no, se ne tornò a casa.

Il giorno dopo preparò da mangiare ed esattamente verso l'una fu vista con una "mappata" andare verso il cimitero. Un giorno, due giorni, tre giorni; qualcuno, incuriosito, domandò al becchino, zì Vetuccie C. (Graniere) se negli ultimi giorni avesse notato qualcosa di strano al cimitero ma il becchino rispose di no,

- Ma come! - disse allora "Borza" (secondo quanto mi ha riferito mia madre) - nunn' hai viste a cummara Cuncettina venì a lu campesante?

- Ah! È vero! Sì, l'ho vista venire quasi tutti i giorni al cimitero. Sì.

- Beh! Allora - rispose Borza - dalle una spiata, vedi cosa viene a fare e cosa nasconde nella mappata.

- Vabbuò! - rispose zi Vetuccio - resta a cura mia. Dope te fazze sape'.

Il pomeriggio dello stesso giorno, quasi al tramonto, zi Vetuccio Graniere andò a vedere la tomba del marito della signora in questione e, non vi dico, trovò un bel piatto di pasta ma già pieno di tante formiche e animaletti vari.

- Dumane t'acconze ije - disse tra se il becchino.

Il giorno successivo, puntualmente allo stesso orario, la donna andò al cimitero e lasciò sulla tomba del marito il piatto, l'abituale bacetto alla croce, e se ne andò.

Zi Vetucce, il becchino, di corsa andò a vedere cosa c'era nel piatto e ... caspita! ... vi trovò "patane e carne"! Senza esitazione provò, assaporò e ... giù, se lo mangiò.

Dopo un paio di giorni, Zi Borza incontrò zi Vetuccio e gli chiese del fatto, cioè se avesse seguito la donna. Zi Vetuccio gli rispose di sì, che era tutto normale e che la donna andava solo a far visita al marito.

- Ma allora - replicò zi Borza - cosa ha nella "mappata"?

- Non lo so - rispose zi Vetuccio - io non ho visto nessuna mappata.

Trascorsero giorni su giorni a S. Andrea. Si notava che la donna cominciava a stare un po' meglio e zi Vetuccio che cominciava a mettere peso.

Orecchiette cu la vrasciole

Ragazzi! Zi Vetuccio "lu becchine" aveva trovato l'America! Non aveva mai visto, poveretto, tanta grazia di Dio: mangiava benissimo tutti i giorni e ... in orario, pure! Maccheroni, cannazze cu lu gaddre, carne e patane, ecc. ecc. Tutta roba di prima qualità!

La donna adesso stava benissimo. Senza dire niente a nessuno si tolse addirittura "il lutto", dopo solo sei mesi dalla morte del marito.

La gente in paese non si riusciva a spiegare questo comportamento così "allegro" della donna. I suoi genitori e quelli del defunto la sgridarono un giorno in Piazza:

- Puttanazza che fai? Te l'hai già scurdato a lu povere figlie mije? - Le gridò la mamma del defunto -.

- Ije lu voglie sembe bene! Lu lutte me l'agge luate perché tuo figlio sta bene, mangia e beve, e io manghe cchiù a la notte me lu songhe! - le rispose, e scappò via di corsa.

"Lu murmuramiente" nel paese era enorme: immaginate che nemmeno Don Vincenzo riusciva a capire esattamente cosa stava succedendo. Intanto iniziavano i problemi anche a casa di zi Vetuccio Graniero: la moglie Giuseppina incominciava a nutrire dubbi sul proprio marito in quanto tale zio Vituccio ritirandosi a casa dal lavoro non aveva mai fame.

...


Antonio Vallario (alias Totonno)


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(Rosario Cignarella)
Prima pubblicazione: 19 febbraio 1999