... Mario Milano
Ancora una volta ri-lanciamo un post che l'amico Gerardo ha postato su FB e che riteniamo meritevole di essere ricordato anche su questo sito.
Si è spento, a 90 anni, Monsignor Mario Milano, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi dal 1989 al ...
... febbraio 1998, allorquando fu trasferito alla diocesi di Aversa, realtà ecclesiale tra le più delicate della Campania per la forte presenza della criminalità organizzata sul territorio.
E fu proprio in questa diocesi che - come scrive il Corriere di Avellino - Milano visse il suo episcopato anche con aspetti controversi, come il rifiuto alla presentazione del libro “Il costo della memoria”, dedicato a don Peppe Diana.
Bene: la sua presenza in Alta Irpinia mi colse vicesindaco dal 1995 fino al suo trasferimento. Veniva spesso a Sant’Andrea e spesso mi toccava accompagnarlo nel paese ed eravamo diventati forse buoni amici - se si può dire - anche perché un pomeriggio nell’ex Fornace Clemente Malanga, parlando di religione e fede, toccò a me, da laico convinto, ricordare, ad un prete che lo accompagnava, la famosa frase del Vangelo: “Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio”: l’Arcivescovo Milano sorrise!
Come sintetizza il Corriere, "fu lui a guidare la ricostruzione degli edifici di culto in Alta Irpinia e ancora: “Decisivo fu il suo ruolo nella diocesi altirpina nella riapertura di numerose chiese e strutture diocesane danneggiate dal sisma.”
In verità, prendo atto di queste affermazioni, di cui non ho diretta memoria, mentre ne ho un’altra, di ben altro segno, che racconta meglio di mille analisi la complessità del nostro Arcivescovo.
In una delle visite al paese, un pomeriggio decise di visitare l’Episcopio che, un tempo dimora estiva degli Arcivescovi di Conza, è dal 1975 proprietà del Comune e sede del Municipio, nonché del famoso teatro all’aperto in quello che era il giardino. Ebbene, mentre avanzavamo dalla Chiesa di San Michele, verso l’ingresso, mi disse: “ma chi è stato il pazzo che ve lo ha venduto?”
Io, senza perdermi d’animo gli dissi: “quel pazzo ha salvato da morte certa almeno una decina di persone. Quando il Comune lo acquistò era un rudere che nel 1980 rovinò quasi del tutto per il sisma. Oggi è così bello a vedersi perché grazie ai fondi del terremoto è stato ricostruito nel 1988! Semmai, aggiunsi, l’errore è stato compiuto vendendo ai privati la torre che guarda ad ovest, ma per fortuna anche quella è tornata al Comune”!
Milano tacque!
Probabilmente aveva capito la lungimiranza di quegli amministratori che nel lontano 1970 avviarono un ragionamento complesso ed articolato su quel bene, che vide tanti protagonisti ma di sicuro un artefice principale e convinto nel sindaco comunista di allora, il prof. Pasquale Lamanna che nella sua modestia non si è mai gonfiato il petto per una scelta che - piaccia o non piaccia - ha cambiato il volto e la storia di un paesino che aveva legato il proprio destino alla Chiesa e che, specie dopo la chiusura del Seminario, era diventato meno di una espressione geografica: onori e meriti al prof. Lamanna!
Ovviamente, lo so, la gratitudine vera non è di questo mondo, e di sicuro non lo è di Sant’Andrea, specie da quando qualcuno ha pensato di gloriarsi dei meriti altrui, come la cornacchia superba della famosa favola di Fedro!
Gerardo Vespucci
