... di Conza
Rilanciamo da questo sito il post che l'amico Gerardo Vespucci ha scritto su FB il giorno 31 ott 2026 perché aiuta a rifettere su questi tristi inverni a Sant'Andrea di Conza.
Cerco l'estate tutto l'anno ...
In queste sere di autunno ormai inoltrato a Sant’Andrea, complice il freddo, è difficile incontrare qualcuno per passeggiare, almeno da una certa ora in ...
... poi: colpa della crisi demografica e del fatto che molti – quelli più avanti negli anni – restano chiusi in casa.
Quando incontro qualcuno, la discussione inevitabilmente cade sul poco numero di gente rimasta, ed il pensiero vola al tempo andato, allorquando il Corso era pieno di gente a passeggio, anche col freddo e fino a tardi.
Tra le poche persone adulte ancora in circolazione – alcune donne in particolare – ci si consola dicendo che non è solo Sant’Andrea ad offrire questo spettacolo angosciante, poiché ormai è una condizione comune a tutto l’Appennino interno: per quanto ci riguarda, si fanno gli esempi di Conza, Cairano, Teora, Castelnuovo, Santomenna, e così via.
Andando oltre la superficie del fenomeno, c’è da dire che per molte persone di Sant’Andrea, abituate ad uscire solo nella prima mattinata, questa desolazione non è vista così drammaticamente, anzi; ad ascoltarle si può pensare di vivere nel migliore dei mondi possibili: tranquillità; aria ed acqua salubri; relazioni umane poche, ma buone; costo della vita contenuto; cibi sani e via continuando.
Anzi, a partire da queste considerazioni, alcuni vorrebbero costruire le condizioni per il turismo, se non addirittura per la ripopolazione, grazie al ritorno prima e alla restanza dopo.
In linea ipotetica si potrebbe anche concordare con una simile ‘illusione’, se non fosse che le condizioni che potrebbero spingere al ritorno i nostri giovani vanno molto al di là dei punti di qualità sopra indicati: il giovane che torna deve avere un lavoro, ma vuole anche sentirsi vivo, così come gli eventuali anziani da attrarre, sebbene pensionati, richiedono servizi alla persona efficienti e di qualità.
Ho cercato, forse senza riuscirci, di far capire che è sbagliato paragonare la condizione di Sant’Andrea – ormai insostenibile – con tutti i paesi limitrofi; anzi, proprio guardando ad alcuni di essi si comprende bene il ‘disarmo totale’ che caratterizza il nostro paese, un tempo faro di vita e che oggi qualcuno si illude di far rivivere con vuoti slogan, buoni solo per aderire – inutilmente – a bandi nazionali (capitale della cultura, del libro…)!
Guardiamoci davvero intorno: il 16, 17 e 18 ottobre 2026 si è svolta a Cassano Irpino la 48ª Sagra della Castagna – Festa del Raccolto; nei fine settimana del 23-24-25 e 29-30-31 ottobre 2026 a Bagnoli Irpino la Sagra del Tartufo e della Castagna (il "Nero di Bagnoli").
Nei giorni 1 e 2 e 6-7-8 novembre si svolgerà la Festa della castagna 2026 a Montella; a Nusco è diventata ormai consuetudine la notte dei Falò dal 16 al 18 gennaio.
Tutte queste iniziative richiamano decine di migliaia di visitatori, che consumano e spendono in più direzioni alimentando una economia locale altrimenti di sopravvivenza [le foto valgono più delle parole!].
Di sicuro ci saranno altre iniziative che richiamano visitatori un po’ ovunque e addirittura più di qualche paese si è ingegnato ad offrire in questi mesi difficili addirittura rassegne teatrali: è il caso di Lacedonia – la cui rassegna è giunta alla XV annualità – e di Lioni, che al Cinema Nuovo propone la seconda rassegna. Anche Aquilonia nella sua casa della cultura garantisce spettacoli durante i mesi dall’autunno alla primavera: insomma, un poco ovunque si sta comprendendo che l’estate è di per sé un facile momento di festa e di incontro (la gran parte delle feste patronali si svolgono da giugno a settembre!), mentre è l’inverno che crea il nostro scontento, per dirla con Shakespeare!
È inutile dire che dietro queste iniziative, in un modo o in un altro, c’è la pubblica Amministrazione comunale: è consentito far notare che anche quando la Fidapa organizza qualcosa a Sant’Andrea viene ricambiata dalla indifferenza della gente, capitanata proprio dalla Amministrazione Comunale?
Io continuo a pensare che amministrare significa farsi carico delle difficoltà, se non dei problemi, dei cittadini: Sant’Andrea, grazie al lavoro politico ed amministrativo delle precedenti amministrazioni ha ereditato due gioielli che avrebbero dovuto riempire le serate buie illuminandole: ricordo ancora una bella serata con Sergio Staino nella sala Consiliare nel lontano 2005 – ci sono le foto! – per non dire di tutte le iniziative che si sono svolte nella ex Fornace Clemente Malanga.
Quest’ultima, non me ne vogliano gli attuali usufruitori, era stata pensata – ed aperta al pubblico nel 1995 dalla Amministrazione con sindaca Maria Grazia Cicenia ed io vice – come un piccolo Beaubourg (Centro Pompidou di Parigi), ossia un luogo per:
- mostre d’arte (pittura, scultura, architettura: come quella dei pittori Armeni, nel 2010!);
- convegni (ve ne furono diversi tra il 2009 ed il 2014, grazie alla organizzazione di Maria Di Gianni, assessora e alla disponibilità degli alunni e dei docenti della mia scuola di Calitri!);
- presentazione di libri;
- concerti di ogni genere musicale, dal jazz al classico;
- teatro e cinema(ma non solo a Natale!).
Insomma, basterebbe poco: con la programmazione di almeno uno di questi eventi, ogni 15 giorni, da ottobre ad aprile, si arriverebbe ad un calendario con una quindicina di appuntamenti, oltre quelli delle festività natalizie, e la gente si riabituerebbe ad uscire di casa, incontrarsi, oltre a richiamare persone dai paesi limitrofi, a cominciare da Conza e Pescopagano: ed ecco come un territorio si riaccende!
Si dirà che tutto questo ha un costo: a questo punto mi taccio, poiché ho saputo quanto sono costate le due giornate della festa del libro 2026!
Con quei soldi senza esagerare si potevano organizzare tutti gli eventi di cui parlo.
Gerardo Vespucci
