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Il leone di Sant'Andrea di Conza

Riportiamo di seguito un breve articolo inviatoci dell'amico archeologo Dott. Antonio Pugliese che cerca di dare nuova luce ad un altro "gioiello santandreano" quasi da tutti trascurato e ignorato. Segnaliamo inoltre la nostra annotazione finale.

Guardiano della memoria

Il manufatto, utilizzato come elemento di reimpiego, è situato ad immediato ridosso della fontana monumentale ...

Sant'Andrea di Conza (AV), piazza Umberto I, leone funerario
Sant'Andrea di Conza (AV), piazza Umberto I, leone funerario dopo il terremoto del 1980

... di Piazza Umberto I(1).

Si tratta di un monumento funerario realizzato in pietra calcarea locale (breccia irpina) raffigurante un leone a grandezza quasi naturale. La scultura, logorata dal tempo e fuori dal contesto al quale era destinato, che tuttora rimane ignoto, doveva presentarsi in posizione eretta, con la testa volta leggermente a sinistra, le fauci spalancate e gli occhi incavati; mutilo della coda e privo delle zampe, la parte anteriore si presenta a raggera con ciocche definite da striature (v. foto). La fiera, raffigurata in posizione di attacco, rientra nello schema A definito da Mansuelli(2).

Il leone, a cui faceva probabilmente da pendant una figura similare di cui non vi è traccia, costituiva l'apparato decorativo di un sepolcro monumentale e si caratterizza per un forte significato simbolico, assolvendo la funzione di custode del sepolcro, nonché di guardiano nobile dell'estinto.

Sant'Andrea di Conza (AV), piazza Umberto I, leone funerario

Per gli elementi iconografici e di stile, l'esemplare rientra senza dubbio nella serie di quelle sculture leonine a tutto tondo di grandi dimensioni, derivate da modelli greci e microasiatici della tarda classicità, documentati sia al nord che nel centro-sud della penisola e risalenti ad un periodo compreso tra il 50 a.C. e il II sec. d.C.(3).

La scultura, opera probabilmente di una maestranza specializzata attiva a Compsa e nel suo territorio, trova confronti con due esemplari ormai scomparsi rinvenuti in un fondo agricolo in loc. Piano delle Briglie, all'interno del territorio di Conza della Campania(4); un leone a grandezza quasi naturale staziona anche davanti al palazzo municipale di Lioni.

Ulteriori produzioni di questa tipologia sono attestate, inoltre, in area apulo-lucana(5) ed anche in quella campano-sannitica(6).

Bibliografia

  • Bianchi Bandinelli 1970: R. Bianchi Bandinelli, Roma. La fine dell'arte antica, Milano 1970.
  • Cappelletti 1982: M. Cappelletti, La necropoli romana, in Saepinum, Museo documentario dell'Altilia, Campobasso 1982, pp. 179-184.
  • Fariello, Lambert 2009: M. Fariello, C. Lambert, Il territorio di Abellinum in età tardoantica e altomedievale: dati archeologici e documenti epigrafici, in La Campania fra tarda antichità e alto medioevo. Ricerche di archeologia del territorio. Atti della giornata di studio, Cimitile, 10 giugno 2008, a cura di C. Ebanista, M. Rotili, Cimitile 2009, pp. 449-73.
  • Gargano 1934: G. Gargano, Ricerche storiche su Conza antica, Lioni 1934.
  • Mansuelli 1956: G.A. Mansuelli, Leoni funerari emiliani, in RM, 63, 1956, pp. 66-89.
  • Marini Calvani 1980: M. Marini Calvani, Leoni funerari in Italia, in BdA, LXV, 6, VI, 1980, pp.7-14.
  • Todisco 1986: L. Todisco, Leoni romani in Daunia, in RendLinc, XLI, 1986, pp. 165-182.
  • Todisco 1987: L. Todisco, Leoni funerari di Luceria, in RendLinc, XLII, 1997, pp. 145-156.
  • Todisco 1994: L. Todisco, Scultura antica e reimpiego in Italia meridionale, Bari 1994.
  • Todisco 1996: L. Todisco, La scultura romana di Venosa e il suo reimpiego, Roma 1996.
  • Todisco 2018: L. Todisco, I leoni funerari romani di Benevento e dell'Irpinia, Roma 2018.

Antonio Pugliese


Note


1 - Sull'esemplare scultoreo di Sant'Andrea di Conza, cfr. Fariello, Lambert 2009, p. 58, n.34; da ultimo, Todisco 2018, p. 23.

2 - Cfr. Mansuelli 1956, pp. 66-89.

3 - Cfr. Bianchi Bandinelli 1970, pp. 163-164; Marini Calvani 1980, pp.7-14.

4 - Sui leoni funerari di Conza si veda Gargano 1934, p. 43.

5 - Leoni funerari a tutto tondo sono documentati a Venusia, Ausculum, Luceria, Canusium; sui leoni funerari di Venosa si veda Todisco 1996, in particolare pp. 22-40; sulla produzione di tali sculture in Daunia cfr. Todisco 1986, pp. 165-182; Todisco 1987, pp. 165-182; Todisco 1994, pp. 99-139.

6 - Tra gli esemplari meglio noti è possibile ricordare i leoni funerari di Pompei, presso il sepolcro degli Stronnii a Porta Nocera, quelli di Benevento e di Sepino; cfr. Maiuri 1965, p. 355, fig. 383; Marini Calvani 1980, p. 9 e figg. 11-12; Cappelletti 1982, pp. 179-184; Todisco 2018, pp. 13-21.


Annotazione finale

Ci preme alla fine ribadire quanto già riportato nella pagina L'arte di Sant'Andrea di Conza anche a Muro Lucano cioè che uno dei tre leoni posti ai margini della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Muro Lucano (precisamente quello a destra dell'ingresso) è abbastanza simile al leone posto nella nostra Piazza Umberto I, a guardia della Fontana pubblica. A parte la somiglianza, l'ubicazione di quei leoni ci fa ipotizzare che anche il nostro leone possa essere stato sistemato dov'è attualmente solo in epoca recente e che, anch'esso proveniente da qualche antica tomba, possa essere stato riutilizzato nei pressi di qualche Chiesa (di quella Matrice o, meglio, del Campanile, come qualcuno ha riferito) e quindi definitivamente sistemato in Piazza.

Soprattutto, facciamo appello a chiunque avesse ulteriori notizie di riferirle, magari inviandoci un'Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


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(Rosario Cignarella)
Prima pubblicazione: 19 febbraio 1999


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